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Le nostre scatoline di carta, dipinte a mano, sono un bellissimo ricordo da portare a casa!”

Quando andrete in Russia, le guide turistiche locali potrebbero invogliarvi all’acquisto di questi manufatti artigianali.

Se ci siete già stati, forse vi è capitato.

Non si tratta di matrioske; quelle le conoscete già e si comprano senza bisogno di suggerimenti.

Noi siamo matrioske, e ci conoscete già.

Noi siamo matrioske, e ci conoscete già.

Gli oggetti “reclamizzati” sono invece delle piccole scatole lucide in cartapesta, quasi sempre nere, finemente dipinte a colori sul coperchio e – qualche volta – anche sui lati e nella parte inferiore.

Si trovano esposte nei negozi di souvenir, il più delle volte dentro vetrine ben chiuse, e i centri di produzione nei quali vengono realizzate sono pochissimi. Tra i più importanti, Fedoskino (Федоскино), Palekh (Палех), Kholuy (Kholuy, Kholuj, Holui – Холуй) e Mstyora (Мстёра).

Sono dunque scatoline preziose e non direttamente raggiungibili dalle mani dei turisti, mani curiose che (dobbiamo riconoscerlo) possono diventare maldestre sulla spinta dell’entusiasmo vacanziero.

Le tipiche scatoline russe.

Le tipiche scatoline russe.

Non che una russian lacquer box sia delicata come un origami. Al contrario!

La speciale lavorazione della cartapesta la rende solida, compatta e molto simile al legno.

Il motivo che porta a custodire le scatoline dietro ad un vetro è il loro valore elevato.

“Meglio frapporre una barriera che smorzi gli ardori, ah ah ah!  Questo devono aver pensato i titolari dei gift shop russi, prima di chiudere a doppia mandata le scatoline nelle vetrinette (con una certa soddisfazione? Chissà).

L’aspetto delle scatoline russe: niente di meno attuale

Colori sgargianti, forme accattivanti, un look moderno che incontra i gusti dell’uomo del ventunesimo secolo? Proprio no.

Osservando le scatoline è quasi impossibile trovare in loro qualche elemento che renda una “Russian lacquer box” facilmente adattabile alle case dei nostri giorni.

Definirle vintage è riduttivo: così erano realizzate in passato, e così vengono fatte ancora oggi, uguali uguali.

Una scatolina russa quadrata.

Una scatolina russa quadrata.

 

Una scatolina russa rotonda.

Una scatolina russa rotonda.

Ecco un identikit delle scatoline, espressione dell’antica lacquer art russa:

Forma: squadrata, tondeggiante, a volte perfettamente rotonda (come me! Mister VIM). Non mancano all’appello le forme particolari, per esempio, ottagonali

Dimensione: variabile (da pochi centimetri, fino a trenta e più)

Aspetto: solido e d’altri tempi

Superficie: lucida

Colore: la base è nera nella maggior parte dei casi. Rari gli altri colori, per esempio il bianco e l’azzurro

Interno: sorpresa! Rosso

Decorazioni: fregi dorati, bordi e accurati dipinti in miniatura (soprattutto nella parte superiore)

Soggetti dipinti: scene religiose o tratte da antiche fiabe e storie russe. Paesaggi magnifici, chiese, fanciulle, principi e animali, dagli orsi, agli uccelli, ai cani.

Considerando la ricchezza della letteratura russa e l’iconografia del paese, trovare validi soggetti da rappresentare non deve essere mai stato difficile per i decoratori di scatoline.

Un imperdibile souvenir démodé

In definitiva, bisogna riconoscerlo: le piccole scatole, se pur realizzate con una cura da manuale e con un procedimento lungo e minuzioso, sembrano fuori dal nostro tempo e prive di qualsiasi requisito che possa decretarne il successo. Sono:

  • Lontane anni luce dalle attuali linee di design (infatti sono più simili agli oggetti da museo)
  • Fuori luogo: difficili da esporre in modo efficace nelle nostre case (e poi avremo voglia di spolverarle?)
  • Meno conosciute, meno apprezzate e meno simpatiche delle matrioske (in due parole, “meno trendy)
  • Costose: si possono trovare facilmente altri souvenir russi decisamente meno cari

Sembra proprio una triste fiera dei punti deboli (e io, la pallina più criticona del mondo Mondo).

In effetti, questi oggetti non conquistano immediatamente, anzi, a volte non piacciono affatto.

Scatoline bocciate, quindi? No, perché – strano a credersi – queste “ragazze” possono diventare interessanti, agli occhi del turista che le guarda per un po’. Improvvisamente sprigionano un certo non so che, qualcosa che innesca la voglia di possedere almeno un esemplare di piccola scatola.

Quale sarà mai l’elemento misterioso e vagamente diabolico che funziona come un sottile canto di sirene?

Possiamo fare due ipotesi.

  1. Le scatole sono pervase da un ingrediente calamitante incantato. La magia è magia, quindi non possiamo indagare oltre.
  2. Il merito è dell’atmosfera russa “in a box”, ovvero il fascino del luogo d’origine che le scatoline hanno catturato in qualche modo, e si tengono ben stretto.

Anche se la prima spiegazione è ineccepibile, la seconda sembra più probabile.

Ogni Russian Box è infatti un condensato di storia antica e porta nel suo DNA quella suggestione sontuosa e decadente tipica della Russia.

Fascino russo in scatola

L’arcano è quindi svelato.

Osservate, poi, le scene e i soggetti dipinti sulle scatole: sono delle vere opere d’arte in miniatura. Vi prenderanno per mano e vi porteranno con loro nell’affascinante e malinconico mondo dell’Est Europa, che avrà persino qualcosa di familiare. Probabilmente riconoscerete il lupo, i principi e le principesse che avete incontrato durante la vostra infanzia, e ai quali per lungo tempo non avete pensato più.

Come l’armadio nelle Cronache di Narnia, queste scatoline di carta riescono a portarci in un’altra dimensione, purché le osserviamo con mente aperta e fantasia quanto basta. Voi avete fantasia, vero?

Questa scatolina ci sta raccontando un'antica storia russa!

Questa scatolina ci sta raccontando un’antica storia russa!

Come sono fatte?

Avete circa sei minuti in più per approfondire il discorso? Potete allora guardare questo video, che racconta la storia e il lungo lavoro che conduce alla realizzazione di ogni scatolina (quindi ci fa capire anche perché il prezzo è alto).

Quale scatolina scegliere (a seconda del proprio budget)

Per chi non bada a spese, c’è soltanto l’imbarazzo della scelta, tra le mille scatole di diverse forme, dimensioni e decorazioni che si possono trovare in Russia.

E per tutti gli altri? La quantità di rubli necessaria per diventare proprietari di una scatolina, persino in formato “mignon”, è davvero elevata.

Mettersi l’animo in pace e rinunciare all’acquisto però non è semplice.

Comprare una maxi-matrioska consolatoria o un improbabile colbacco non sortirebbe gli effetti sperati, e i viaggiatori vittime del “pallino delle scatoline” (la pallina ha detto pallino?!) probabilmente saranno solleticati dall’idea di conquistarle per tutto il viaggio.

Colbacco

Le vedranno mostrarsi dalle vetrine dei negozio di souvenir, vanitose e silenziose, e il fatto di non poterle toccare senza chiedere aiuto agli addetti alla vendita le renderà ancora più appetibili.

Ha proprio ragione Robert Cialdini, lo psicologo americano che fa notare come le cose disponibili in quantità limitata o scarsamente accessibili diventino molto più interessanti!

Il finale della storia sembra segnato. Budget limitato, quindi niente scatolina, e si torna a casa con qualche rimpianto. E invece, ci può essere un lieto fine!

Se state per andare in Russia e l’idea di possedere delle scatoline già vi attira, nei negozi di souvenir non siate timidi e fatevi mostrare le versioni meno costose delle Russian Box, che esistono.

Oltre alle scatoline “top di gamma” decorate (e firmate) dai maestri esperti ed esposte in primo piano, infatti, ci sono quelle realizzate dagli allievi. Il più delle volte sono collocate in qualche vetrinetta meno evidente e costano decisamente meno.

Ad un occhio esperto, qualche tratto di pittura potrà apparire leggermente più grossolano, ma scegliendo con la dovuta cura la differenza con le scatole inarrivabili non si noterà troppo, e il fascino dell’oggetto sarà intatto, se non superiore.

Bisogna ammettere, infatti, che la “scatolina dell’allievo” suscita anche tenerezza, sentimento che si prova immaginando un giovane apprendista curvo e pallido (d’altra parte, in Russia le persone hanno un colorito chiaro) che dipinge l’oggetto con impegno e fatica.

Una volta tornati a casa (il destino della scatolina)

  1. La piccola scatola viene regalata: il destinatario del souvenir sarà libero di amarla oppure di considerarla irrimediabilmente antidiluviana. In questo caso, ahi ahi, non potrà neanche riciclarla come dono, a meno che non finga di essere stato a sua volta in Russia. In linea di massima, gli converrà quindi farsela piacere.
  2. Il viaggiatore torna a casa e trova il modo di mettere in mostra la sua lacquer box. Tutto bene, in questa ipotesi!
  3. Il viaggiatore tiene la scatola chiusa in un cassetto (spesso insieme a qualche matrioska) perché esposta striderebbe con tutto il resto.

Le scatoline russe spesso finiscono dentro un cassetto...

Un acquisto inutile, nell’ultimo caso?

No, perché ogni volta che l’intrigante scatolina ricapiterà tra le mani del suo proprietario, sprigionerà ancora il suo potere evocativo riportandolo virtualmente – e gratis – in Russia.

Un po’ come quando assaggiamo, anni dopo, qualcosa che ci piaceva tanto da bambini, e quel sapore ci fa ritornare piccoli per qualche minuto.

Io, per esempio, possiedo due scatoline russe che abitano dentro un cassetto, e quando voglio sentirmi di nuovo a Mosca le vado a guardare.