È difficile non rimanere stupiti di fronte alle Strandbeest, gli strani “animali da spiaggia” opera dell’artista olandese Theo Jansen.

Cosa sono?

Si tratta di grandi strutture che somigliano a creature viventi: sembrano insetti giganti o scheletri animali e si muovono (davvero!) sfruttando l’energia del vento.

Animazione che mostra il movimento di una Strandbeest, realizzata da MichaelFrey [GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html) o CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)]. Fonte: Wikimedia Commons.

Per realizzarle il signor Jansen utilizza tubi in PVC, nastro adesivo e qualche volta anche altri “ingredienti” come bottiglie riciclate e legno.

L’effetto è sorprendente: le Strandbeest, apparentemente dotate di un’anima, avanzano con passo deciso, catturando l’attenzione dei presenti.

Potete osservarle nei video che trovate di seguito e sperimentare che effetto vi fanno: le trovate divertenti o vi incutono soggezione?

Qui, per esempio, ne vedete una con il suo papà:

Questa sembra un Millepiedi proveniente da un’altra dimensione (e anche in questo caso è presente il signor Jansen):

Se volete conoscere meglio le creature, potete dare un’occhiata al loro sito ufficiale!

Un tentativo di immedesimazione nelle Strandbeest (fallito)

Come ci si sentirà ad essere una Strandbeest?

Un giorno ho provato ad identificarmi con le creature, ma non ho avuto successo.

In piedi su una spiaggia ventosa, ho atteso che l’aria inducesse in me un movimento in stile Strandbeest.

Niente da fare; ho iniziato a rotolare senza grazia e ho terminato la mia corsa con un’impanatura di sabbia, perfetta ma non artistica.

In effetti, non potevo aspettarmi un risultato diverso, dato che – in quanto pallina – non possiedo il fisico slanciato delle guizzanti sculture cinetiche. Magari, però, loro non sanno rotolare bene come me.Mister VIM

L’evoluzione delle creature

L’originale inventore delle Strandbeest le ha perfezionate nel corso degli anni: dai primi animali da spiaggia degli anni ’80, che restavano immobili e venivano semplicemente esposti sulle dune, è passato alla creazione di versioni capaci di muoversi autonomamente grazie al vento.

Theo Jansen al lavoro su una delle sue opere.
Theo Jansen al lavoro su una delle sue opere.
Foto di Axel Hindemith [Public domain], via Wikimedia Commons.

Le creature più recenti sono decisamente sofisticate: riescono ad immagazzinare energia eolica sotto forma di aria compressa e la utilizzano in seguito per muoversi anche quando il vento non c’è. Previdenti come formiche!

Non sono tutte uguali

Ogni Strandbeest ha una sua precisa individualità, proprio come le persone.

Qualcuna, per esempio:

  • è dotata di un contapassi (per sfide con altri esemplari? “Io ho camminato più di te, ma se ti va domani potrei concederti la rivincita“)
  • è in grado di ospitare “a bordo” delle persone, che siedono comodamente al suo interno. Certo, in questo caso si tratta di Strandbees in formato maxi (che, comunque, non sono taxi)
Taxi
  • può percepire i rischi, come quello di finire in mare aperto o di essere distrutta dal vento eccessivo, e reagire di conseguenza.

Infatti, sensori pneumatici e meccanici avvertono la creatura della presenza dell’acqua ai propri “piedi” e lei, prontamente, cambia strada.

Altri sensori di cui è provvista rilevano il vento sovrabbondante: in questo caso lei si ferma e reagisce ancorandosi al terreno tramite un martello attivato da un pistone pneumatico. Un po’ come quando un ombrellone viene piantato bene nella sabbia.

Vento forte

Mi piacerebbe assistere alla scena, e magari aiutare la Strandbeest a fissarsi saldamente, ma dubito che si fiderebbe di me.

Temo infatti che conosca la verità: quando posiziono un ombrellone in spiaggia perdo sempre la punta del bastone nelle viscere della terra. Allo stesso modo, rischierei di mutilare la scultura vivente!

In futuro: più Strandbeest nelle spiagge?

Theo Jansen ha una mente sempre in movimento, anche quando non c’è vento (anche se, curiosamente, l’artista non ama molto questo fenomeno atmosferico).

Si propone infatti di sviluppare ulteriormente il suo progetto liberando, in futuro, mandrie di Strandbeest sulle spiagge olandesi.

Abbandonate a se stesse, le creature potrebbero condurre una forma di esistenza autonoma e muoversi liberamente, proprio come colonie animali.

Piccole Strandbeest in vendita

Esistono! Si tratta di versioni in miniatura, adatte a chi desidera familiarizzare con le Strandbeest o a chi è sempre a caccia di regali originali.

Mini Strandbeest
Una mini Strandbeest! Foto di
Andy Dingley [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)]. Fonte: Wikimedia Commons

Preparazione all’incontro

Tutto molto affascinante, ma se in spiaggia ci trovassimo davanti ad una Strandbeest quale sarebbe la nostra reazione? Sapremmo come comportarci?

Per quanto mi riguarda, immagino un incontro ravvicinato educato ma surreale.

Buongiorno signora Strandbeest, come sta?

“Tutto bene Mister VIM, grazie, oggi c’è un bel vento di maestrale quindi faccio una corsetta per mantenermi in forma. Si sposti, perfavore.”

Che caratterino! Va bene, va bene, mi sposto.