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Quando un luogo cattura l’attenzione per la sua bellezza, per la particolarità del contesto o perché, al contrario, non ci piace (può succedere anche questo), allora il gioco è fatto. 

Nel bene o nel male, non potremo più dimenticarlo!

Raccomandazioni iniziali

Dato che dovremmo sempre coltivare il buonumore, un bel giorno – sentendomi in vena di pensieri saggi – ho stabilito quanto segue: conviene lasciare un discreto spazio, nella mente, ai ricordi dei luoghi che ci hanno appassionato di più.

Vicini, o lontani che siano: non fa differenza.

Rievocare questi ricordi, infatti, può restituire vitalità e dare un senso anche alle giornate più piatte (giornate che ad una pallina perfettamente sferica come me danno particolarmente fastidio).

Quanto spazio lasciare alle nostre migliori memorie? Ho fatto due conti: alcuni metri quadrati dovrebbero essere sufficienti.

Per me, un luogo speciale (e lontanissimo) da ricordare è il famoso incrocio di Shibuya, a Tokyo, che augurerei a tutti di vedere e attraversare!

Mr VIM a Shibuya
Mr VIM a Shibuya

Una full immersion nel popolare incrocio giapponese (spoiler)

Se siete curiosi ma conoscete poco il ben noto crossroad, ecco uno spoiler che rivela come potrebbero andare le cose, quando sarete da quelle parti.

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Quartiere di Shibuya a Tokyo; il luogo è quello giusto!

Vi metterete subito alla ricerca dell’incrocio pedonale più trafficato del mondo: le Guide di viaggio e il web vi avranno informato che ogni volta che i semafori diventano verdi per i pedoni, migliaia di persone attraversano la strada simultaneamente. Migliaia, davvero, nelle ore di punta.

Prima di tutto dovrete trovare l’incrocio, e inizialmente potreste avrete qualche esitazione.

“Sarà quello? Sembra abbastanza trafficato… oppure lo troveremo più avanti?”

Dopo pochi minuti, tutti i dubbi saranno svaniti. Sarebbe impossibile non riconoscere l’intersezione: un numero incalcolabile di persone attende sui marciapiedi quando i semafori sono rossi (e sono tutti rossi contemporaneamente).

Non appena scatta il verde, simultaneamente per tutti i semafori, il fiume umano (e non, dato che l’ho percorso anch’io) si muove deciso e attraversa la strada.

L'incrocio sul far della sera
L’incrocio sul far della sera.
Foto di chensiyuan [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)]. Fonte: Wikimedia Commons

Ci si può spostare in ogni direzione, seguendo le strisce pedonali disposte anche in obliquo, e quasi nessuno si urta; sembra impossibile.

Noterete che tutti attraversano tranquilli ma decisi, apparentemente ignari di far parte di uno spettacolo unico nel suo genere.

Osservando la scena dall’esterno, viene voglia di fermare delle persone a caso per domandare loro “Sapete che sembrate un quadro vivente? E, per curiosità, dove state andando?”.

Forse, però, non riuscireste a bloccarle, e se la vostra conoscenza della lingua giapponese è ridotta, come nel mio caso, non sarete agevolati; a meno che non cerchiate di intercettare qualche vostro concittadino, con il quale sarebbe più facile comunicare.

Io, per esempio, ho cercato di scorgere all’incrocio qualche altra pallina intenta ad attraversare la strada, ma non ne ho visto nessuna.

In Giappone ho comunque stretto delle sincere amicizie con numerose palline che abitavano nei distributori porta-gadget di Akihabara. Ci teniamo ancora in contatto.

Tornando alla nostra intersezione pedonale, in un primo momento è una buona idea scrutare tutto dalla distanza, per familiarizzare con la situazione inconsueta.

Come tanti altri “spettatori” farete qualche foto, delle riprese video, o semplicemente vi tratterrete a guardare questo set reale per un po’.

Poi, finalmente, i tempi saranno maturi per diventare parte dello scenario brulicante. Tutti dentro!

Il vostro verde scatterà e anche voi attraverserete la strada; come sarà il vostro passaggio? Di certo semplice e quasi automatico, come il solito “attraversare la strada” ma, in più, ad ogni passo potrete sentirvi

  • storditi
  • allegri
  • elementi di un grande ingranaggio (mai avrei immaginato di sentirmi così bene immaginando di essere una sorta di “ruota dentata”)
  • veri abitanti del mondo
  • formiche (siatene onorati: sono insetti operosi e saggi)
Formiche

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Parola mia, sarà una  sensazione indimenticabile; se quindi capitate, o ricapitate, in Giappone, ricordate di riportare a casa (anche) il ricordo piacevole di un luogo come questo.

Strane sensazioni, al ritorno

Una volta tornati in città, le prime volte che vi troverete fermi ad un incrocio pedonale poco movimentato vi chiederete che fine abbiano fatto… tutti gli altri.

Non preoccupatevi, la sensazione di smarrimento (in stile “particella di sodio nell’acqua“) dopo qualche tempo passa.